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Carlo Madaro |
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Consiglio Provinciale |
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CONVOCAZIONE CONFERENZA STAMPA - PER LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO “DELITTI IMPERFETTI“
LUNEDÌ ORE 10.30 SALA CONFERENZE PALAZZO ADORNO PROVINCIA DI LECCE
Si terrà lunedì 6 marzo 2006, alle ore 10.30, nella sala conferenze stampa della Provincia di Lecce, a Palazzo Adorno, la conferenza stampa in vista della presentazione ufficiale del libro di Luciano Garofano, comandante del RIS di Parma, “Delitti imperfetti - Sei casi per il Ris di Parma” (Casa editrice Marco Tropea Editore - Collana LE QUERCE Pag.160).Interverranno l’assessore provinciale al Mediterraneo, Carlo Madaro; l’assessore alla Cultura del Comune di Campi Salentina, Ilio Palmariggi; il presidente della Fondazione Città del Libro, Paolo Maci. Il libro, presente l’autore e il sottosegretario alla Giustizia Onorevole Luigi Vitali,sarà presentato a Campi Salentina, nell’Auditorium San Francesco d’Assisi, martedì 7 marzo alle ore 19.30, nell’ambito degli eventi promossi dalla Fondazione Città del Libro in collaborazione e con il patrocinio della Provincia di Lecce e dell’Amministrazione Comunale di Campi Salentina.
CON CORTESE PREGHIERA DI PARTECIPAZIONE
SCHEDA: Per l’investigatore moderno, la “scena del delitto” è una mappa preziosa da interrogare e da decifrare. Gli elementi obiettivi della dinamica criminale, le fonti di “prova certa” che possono portare all’identità del colpevole, spesso sono annidati proprio in quel luogo, ben camuffati nel disordine creato dalla furia omicida. Portare alla luce questi elementi, interpretarli e analizzarli in laboratorio è un compito che, nell’ambito delle indagini giudiziarie svolte in Italia, viene sempre più associato a una specifica struttura del settore investigazioni scientifiche dell’Arma dei Carabinieri. In particolare, questo lavoro viene identificato con l’uomo che guida il RIS di Parma, e che è stato determinante per la sua crescita e la sua affermazione: il tenente colonnello Luciano Garofano. Su sei recenti storie criminali di vastissima notorietà, Delitti imperfetti offre al lettore un punto di vista unico e inedito: il punto di vista “interno” del capo di una squadra di investigatori che ha contribuito in maniera decisiva alla loro soluzione. Per la vicenda di Erika e Omar, Luciano Garofano ripercorre passo dopo passo i sopralluoghi effettuati dal RIS nella villa di Novi Ligure, teatro del duplice omicidio. La descrizione della scena del delitto, la ricostruzione degli atti criminali compiuti contro le due vittime, l’uso di sofisticati strumenti per scoprire le tracce invisibili del massacro, le fasi appassionanti del processo costituiscono la materia di una narrazione avvincente e drammaticamente “vera”. Per la strage, non meno nota, della famiglia Carretta, le stesse innovative tecniche d’indagine hanno permesso, a dieci anni dal triplice delitto, di trovare il riscontro oggettivo della clamorosa confessione mediatica di Ferdinando Carretta. Con gli altri casi presenti nel libro, dall’omicidio della piccola Sarah Jay a quello del tabaccaio di Pioltello, dal “delitto del depezzato” di Torino a quello di Gassino, prende forma un unico racconto-documento diviso in sei capitoli che fa luce sui volti più inquietanti del crimine. “Il delitto è sempre una forma di catastrofe personale e sociale, che solo nella possibilità d’istruire e celebrare un processo giusto ed equo al presunto colpevole può trovare una ricomposizione, almeno parziale. Noi carabinieri del RIS, in quanto settore scientifico dell’Arma, possiamo efficacemente concorrere se con i risultati delle nostre indagini siamo in grado di affiancare il lavoro dei giudici e degli inquirenti.”
Lecce, 2 marzo 2006 |
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ALCUNI COMUNI PERSEGUONO LA FINALITÀ DI RIPIANARE IL BILANCIO DELLA MUNICIPALITÀ TARTASSANDO ED ECCEDENDO NELLA CONTESTAZIONE DELLE VIOLAZIONI CHE SPESSO SI RIVELANO ILLEGITTIME NEI CONFRONTI DI CITTADINI INERMI: PRENDERE ANCHE DUE VOLTE AL GIORNO MULTE PER DIVIETO DI SOSTA, PER UN TOTALE DI OLTRE CENTO IN POCHI MESI
Lo “ SPORTELLO DEI DIRITTI “ della Provincia di Lecce, la cui delega è stata assegnata all’Assessore Carlo Madaro, interviene a seguito della denuncia sporta da una cittadina leccese che si è vista notificare oltre cento multe elevate dagli ausiliari del traffico alla sua auto, ferma per un guasto sulle striscie blu. Gli operatori di Polizia Municipale non hanno badato al cartello “ auto guasta “ che era ben esposto all’interno del parabrezza ed hanno elevato contravvenzioni senza risparmio. La signora nei giorni scorsi si è rivolta allo Sportello dei Diritti, che ha predisposto tanti ricorsi dinanzi al Giudice di Pace per quante ordinanze le erano state notificate chiedendo non solo l’annullamento di tutte le multe ma anche un risarcimento del danno esistenziale per il cosiddetto danno da “ stress “. Nei ricorsi, peraltro, è stato evidenziato come il comportamento degli ausiliari e dei vigili di Lecce sia stato illegittimo perché la norma afferma che, quando un cittadino con un’azione o omissione commette più violazioni della stessa disposizione, soggiace alla sanzione prevista per la violazione più grave, aumentata sino al triplo. Ed allora la cittadina leccese ha ben pensato di ricorrere all’autorità giudiziaria contro l’ingiustificato, incomprensibile comportamento, dopo essersi rivolta a questo “Sportello”. Questa ulteriore battaglia dello “ Sportello dei Diritti “,era finalizzata a veder riconosciuto il diritto del cittadino - utente della strada – alla certezza della violazione contestata.
Lecce, 4 marzo 2006 |
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MULTE INGIUSTE AI DIVERSAMENTE ABILI: LO “SPORTELLO DEI DIRITTI” LI TUTELA
Ai diversamente abili deve essere consentito, per motivi di esigenza e necessità, di circolare con l’auto a servizio d’invalidi, identificata dall’apposito contrassegno rosso, nelle zone a traffico limitato (ZTL) oltre a parcheggiare gratis anche nei posti auto a pagamento e di sostare senza limiti di tempo nelle zone a disco orario. A rivendicare questo diritto è lo “Sportello dei Diritti” della Provincia di Lecce la cui delega è stata assegnata all’assessore al Mediterraneo Carlo Madaro, che invita tutti i Comuni, per il tramite dei loro organi di Polizia Municipale, a rispettare le normative in tal senso, evitando abusi perseguibili davanti al Giudice di Pace. Lo fa attraverso la sentenza del GDP di Lecce. Dr. Pasquale Corleto che ha sancito la nullità della multa e la non debenza della sanzione pecuniaria. Ad essere sanzionato qualche tempo fa un cittadino diversamente abile, che era stato multato a Lecce perché aveva parcheggiato la propria auto anche se aveva comunque esposto sul parabrezza l’apposito contrassegno identificativo di autovettura al servizio di persona invalida. Assistito dallo “Sportello dei Diritti”, ha presentato un ricorso al giudice di pace, che gli ha dato ragione. E’ quanto sancito dalla sentenza, su ricorso predisposto dallo “ Sportello dei Diritti “ della Provincia di Lecce. Questa ulteriore battaglia dello “Sportello dei Diritti”, era finalizzata a veder riconosciuto il diritto del cittadino - utente della strada alla certezza della violazione contestata e alla tutela dei diritti dei diversamente abili.
Lecce, 11 marzo 2006 |
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UNA NUOVA SPERANZA PER GLI AUTOMOBILISTI ILLEGITTIMAMENTE SANZIONATI DAGLI STRUMENTI DI RILEVAZIONE DELLA VELOCITA’ (AUTOVELOX – TELELASER – TUTOR): CARENZA DEI “REQUISITI METROLOGICI LEGALI”
Ancora una volta lo “Sportello dei Diritti” della Provincia di Lecce, la cui delega è stata assegnata all’Ass. Carlo Madaro, interviene per la tutela di quelli automobilisti onesti, che si sentano lesi dall’indiscriminato uso di apparecchi elettronici per il rilevamento della velocità. E’ giusto sanzionare chi viola le norme del Codice della Strada, compromettendo la sicurezza pubblica. E’ altrettanto giusto che la Pubblica Amministrazione segua gli iter logico-giuridici stabiliti dalle norme nella contestazione dei verbali garantendo così la certezza del diritto e la tutela della fede pubblica, principio basilare di ogni ordinamento democratico. Ecco perché gli operatori dello “Sportello” sono impegnati quotidianamente affinché la certezza del diritto violata, sia ripristinata al solo fine della tutela giuridica del cittadino. L’ultimo motivo presentato nei ricorsi predisposti gratuitamente dallo “Sportello” rappresenta una trovata giuridica di notevolissima importanza, in attesa che anche le aule del GDP sanciscano la piena operatività dell’interpretazione di seguito esposta, in materia di requisiti metrologici legali degli strumenti di rilevazione della velocità. L’art. 11 del T.U. delle leggi sui pesi e sulle misure, approvato con R. D. 23.08.1890, n. 7088, stabilisce che “ogni convenzione di quantità che non sia di solo danaro, anche per privata scrittura, dovrà farsi in pesi o misure legali”. Dai verbali pervenutici risulta che l’apparecchiatura di rilevamento della velocità utilizzati nell’ambito dei controlli stradali sono sprovvisti dei “requisiti metrologici legali” che gli strumenti utilizzati dagli organi competenti nell’ambito degli accertamenti stradali, devono rispettare. Infatti, uno strumento di misura può essere considerato metrologicamente legale qualora corrisponda ai requisiti tecnici e procedurali previsti dal Regolamento per la fabbricazione dei pesi e delle misure, approvato con R.D. 12.06.1902, n° 226. Lo stesso regolamento stabilisce all’art. 6 che gli strumenti diversi da quelli contemplati nel Regolamento per la fabbricazione dei pesi e delle misure, dunque anche gli strumenti per il rilevamento delle velocità utilizzati nell’ambito dei controlli stradali, sono ammessi, sentito il comitato centrale metrico, con decreto ministeriale ossia del Ministero delle Attività Produttive. Tale “omologazione metrica” prende il nome di “decreto di ammissione a verifica metrica” e consiste sostanzialmente in una procedura di valutazione tecnica di un modello che comprende la riferibilità metrologica (vedasi punto successivo), affidabilità ed esattezza dello strumento, protezione contro la manomissione (sigilli metrici). Una volta ottenuta l’”omologazione metrica” gli strumenti metrici, prima di poter essere utilizzati, devono essere sottoposti alla verifica prima (art. 12 del R.D. 7088/1890) da parte dell’ufficio metrico o del fabbricante abilitato per tale procedure (p.c. D.M. 179/2000- concessione di conformità metrologica). L’art. 12 del R.D. 7088/1890 nonché il D.M. 28/03/2000, n° 182, stabiliscono che gli strumenti metrici, “la cui utilizzazione riguarda la determinazione della quantità e/o del prezzo nelle transazioni commerciali, ivi comprese quelle destinate al consumatore finale”, devono essere sottoposti alla verificazione periodica con cadenza prefissata per “accertare il mantenimento nel tempo della loro affidabilità metrologica finalizzata alla tutela della fede pubblica, nonché l’integrità di sigilli anche elettronici ed etichette o altri elementi di protezione previsti dalle norme vigenti”. Queste operazioni non sono mere attività di routine, ma contribuiscono con decisività alla certezza della misurazione da effettuare. Con circolare del 04/06/2001, n° 2 del Ministero dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato, ora Ministero dell’Attività Produttive, alla locuzione “transazione commerciale” è stato attribuito “un significato estensivo per il quale sono da intendersi soggetti all’obbligo della verificazione periodica tutti quegli strumenti adoperati in operazioni di pesatura e di misurazione correlate a determinare un qualunque tipo di corrispettivo (prezzo, multa, tariffa, tassa, indennità… )”. La riferibilità metrologica è definita come proprietà del risultato di una misurazione consistente nel poterlo riferire a campioni appropriati, nazionali od internazionali, attraverso una catena ininterrotta di confronti. Con la Legge 11.08.1991, n. 273, è stato istituito in Italia il Sistema Nazionale di Taratura (SNT) che individua gli Istituti Metrologici Nazionali che realizzano e conservano i campioni nazionali delle varie grandezze metrologiche individuati nel D.M. 30.11.1993, n.. 591 (Regolamento concernente la determinazione dei campioni nazionali di talune unità di misura del sistema internazionale SI), e disseminano le unità di misura di cui del sistema di cui al D.P.R. 12.08.1992, n. 802 (attuazione della direttiva CEE n. 80/181 relativa alle unità di misura) direttamente oppure tramite i Centri di taratura accreditati (centri SIT). Premesso che gli strumenti per il rilevamento della velocità utilizzati nell’ambito dei controlli stradali sono da considerare strumenti metrici a tutti gli effetti, in quanto: - misurano un’unità di misura legale di cui al D.P.R. 12.08.1982, n. 802 (la velocità è il rapporto fra l’unità di lunghezza e l’unità di tempo) e - vengono usati in rapporto con terzi, in quanto il superamento della velocità massima ammessa comporta il pagamento di una sanzione amministrativa ed eventualmente anche la decurtazione di punti della patente Tali strumenti, per poter essere utilizzati, devono rispondere ai seguenti requisiti metrologici legali: - decreto di ammissione a verifica metrica (“omologazione metrica”) di cui al Regolamento per la fabbricazione dei pesi e delle misure (R.D. 226/1902), approvato dal ministero delle Attività Produttive; - verifica prima di cui al T. U. delle leggi metriche (R. D. 7088/1890), art. 12; - verifica periodica di cui al T. U. delle leggi metriche (R. D. 7088/1890, art. 12) e D. M. 128/2000. L’aspetto inquietante del motivo ora proposto, riguarda il profilo della detenzione ed uso di strumenti non conformi alle norme di cui sopra: sanzioni e sequestro. L’art. 27 del R.D. 23.08.1890, n. 7088 (T.U. sulle leggi metriche), art. 157, comma 3 del R. D. 242/1909 (Regolamento sul Servizio metrico), nonché l’art. 8. del R. D. 12.06.1902, n. 226 (Regolamento per la fabbricazione dei pesi e delle misure) prevedono che gli strumenti di misura non conformi saranno sottoposti al sequestro. L’art. 692 C. P. stabilisce inoltre che “chiunque, nell’esercizio di un’attività commerciale, o in uno spaccio aperto al pubblico, detiene misure o pesi diversi da quelli stabiliti dalla legge, ovvero usa misure o pesi senza osservare le prescrizioni di legge, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 103,00 € a 619,00 €”. Questa ulteriore battaglia dello “Sportello dei Diritti” è finalizzata alla certezza della violazione contestata e alla verifica della legittimità del comportamento della Pubblica Amministrazione nel compimento delle proprie attività istituzionali.
Lecce, 17 marzo 2006 |
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PETIZIONE POPOLARE COMITATO “LECCE CITTA D’ARTE APERTA”: CONTRO LA “PRIVATIZZAZIONE” DEL CENTRO STORICO
Lo “Sportello dei Diritti” della Provincia di Lecce, la cui delega è stata assegnata all’Assessore al Mediterraneo Carlo Madaro, interviene sull’attualissima questione di fotocamere, dissasuori, barriere e cancellate all’interno del Centro Storico di Lecce. A seguito dei numerosi reclami pervenuti da parte di commercianti, residenti e comuni cittadini preoccupati dalle recenti delibere volte a regolamentare l’accesso e il transito nel Centro Storico della città di Lecce, nonché la realizzazione di una cancellata a sbarramento della Corte dei Levanto è sorto un Comitato spontaneo denominato “Lecce città d’arte aperta” che attraverso una raccolta firme indice una petizione popolare “contro la «privatizzazione» del Centro Storico di Lecce” che si pone come obiettivo essenziale la promozione di un tavolo di concertazione con le autorità comunali che permetta una rivisitazione delle misure adottate. Il Comitato ha preso atto che le delibere in discussione vanno ad intaccare inevitabilmente una larga fascia di diritti dei cittadini: · il diritto alla libertà e alla privacy, tutelato dalla legge ordinaria e dalla Costituzione; · il diritto di accesso per il carico e scarico delle merci da parte di commercianti e piccoli imprenditori delle imprese artigiane; · i diritti dei diversamente abili; · situazioni di necessità ed emergenza. Non si devono tralasciare, inoltre, i problemi relativi alle ricadute negative sull’immagine di una città a preminente vocazione turistica, proprio nel momento in cui viene affrontato un percorso volto al riconoscimento in ambito Onu del Barocco leccese, inteso in una visione totalitaria di barocco ionico-salentino, che nell’intenzione del comitato scientifico delegato alla realizzazione del progetto vede la Città di Lecce capofila. Le soluzioni adottate non sembrano compatibili con l’idea di città d’arte aperta a tutti e patrimonio di tutti i leccesi. Sul piano delle proposte, la petizione indica le possibili alternative ai problemi che affliggono il nostro centro storico, in particolare tutela del patrimonio artistico e sicurezza. In primis dev’essere aumentata in maniera radicale e permanente la vigilanza da parte del locale corpo di Polizia Municipale agli accessi e all’interno. In secondo luogo va rilanciato un nuovo coordinamento con le massime autorità di pubblica sicurezza che determini una presenza stabile interforze non da ultimo la vigilanza permanente di carabinieri o poliziotti di quartiere che sorveglino 24 ore su 24 le vie del centro storico.
Lecce, 19 marzo 2006 |
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LA REGIONE PUGLIA FA SUA LA PROPOSTA DI LEGGE SUL MOBBING LANCIATA IL 6 FEBBRAIO DALL’ASSESSORE CARLO MADARO
Anche la Regione Puglia avrà una sua legge sul mobbing e sullo stress psicosociale sul luogo di lavoro, come di seguito allegata. E’ quanto proposto oggi in Consiglio Regionale dai consiglieri Borracino, Lomelo, Sannicandro, Giampaolo e Potì, che ha visto come primo firmatario e proponente il consigliere di IDV Vito Bonasora. La proposta di legge ha accolto le istanze sull’argomento da parte dell’Assessore al Mediterraneo della Provincia di Lecce, con delega allo Sportello dei Diritti Carlo Madaro e fa seguito alla sentenza della Corte Costituzionale 27 gennaio 2006, n. 22 che di fatto lasciava ampio spazio alla legislazione regionale in un tema delicatissimo caratterizzato da un profondo vuoto normativo statale. Questa ulteriore iniziativa dello “Sportello dei Diritti” conferma la costante attenzione dell’Ente Provincia di Lecce verso tutte le categorie dei cittadini salentini, non ultima quella dei lavoratori. Ricordiamo inoltre che presso lo Sportello è già attivo da oltre un anno un centro d’ascolto “Stop mobbing” che ha accolto lavoratori bisognosi di tutela.
Lecce, 22 marzo 2006 |